Fra falsi profeti e nuove frontiere della religione
Prendo spunto dalle parole di Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, che ha recentemente lanciato un messaggio a tutte le formazioni politiche, dove sostiene che:
Il declino politico ed economico del nostro Paese è conseguenza diretta di una diffusa mentalità priva di religiosità che allontana da noi i veri valori della vita: la famiglia, la solidarietà, l’amicizia, l’onestà, il rispetto della dignità di ogni persona umana alla quale ciascuno di noi è legato da un comune destino.
Purtroppo, l’attuale concezione politica, economica, etica e sociale, priva dei valori morali segue una rotta che, se non corretta, porta alla deriva.
Riflettendo su queste parole, mi vedo concorde con gran parte di quanto affermato da Longobardi. Nella nostra società attuale, la crisi dei valori che ha investito l’organizzazione sociale si è tradotta in una crisi delle istituzioni che hanno tradizionalmente un ruolo guida nella trasmissione dei valori, quali famiglia e scuola. In tale situazione, la stessa religione non è stata immune da questo crollo. Se manca il calore e il supporto umano in una comunità emergono visionari fanatici, o approfittatori astuti, che speculano sulla buona fede e l’ingenuità della gente. Pullulano ormai anche nel nostro paese pseudo-messia che si spacciano per inviati da Dio, per “liberatori”, ciarlatani che si introducono nelle nostre vite, per così dire, in veste di pecore, quando però dentro sono lupi rapaci. I frutti più comuni prodotti dal passaggio dei falsi profeti sono famiglie spaccate, fanatismo, attese apocalittiche della fine del mondo.
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