Inserito da: delfabro | Aprile 10, 2008

Diverse religioni e una sola fede

Fra falsi profeti e nuove frontiere della religione

Prendo spunto dalle parole di Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, che ha recentemente lanciato un messaggio a tutte le formazioni politiche, dove sostiene che:

Il declino politico ed economico del nostro Paese è conseguenza diretta di una diffusa mentalità priva di religiosità che allontana da noi i veri valori della vita: la famiglia, la solidarietà, l’amicizia, l’onestà, il rispetto della dignità di ogni persona umana alla quale ciascuno di noi è legato da un comune destino.
Purtroppo, l’attuale concezione politica, economica, etica e sociale, priva dei valori morali segue una rotta che, se non corretta, porta alla deriva.

Riflettendo su queste parole, mi vedo concorde con gran parte di quanto affermato da Longobardi. Nella nostra società attuale, la crisi dei valori che ha investito l’organizzazione sociale si è tradotta in una crisi delle istituzioni che hanno tradizionalmente un ruolo guida nella trasmissione dei valori, quali famiglia e scuola. In tale situazione, la stessa religione non è stata immune da questo crollo. Se manca il calore e il supporto umano in una comunità emergono visionari fanatici, o approfittatori astuti, che speculano sulla buona fede e l’ingenuità della gente. Pullulano ormai anche nel nostro paese pseudo-messia che si spacciano per inviati da Dio, per “liberatori”, ciarlatani che si introducono nelle nostre vite, per così dire, in veste di pecore, quando però dentro sono lupi rapaci. I frutti più comuni prodotti dal passaggio dei falsi profeti sono famiglie spaccate, fanatismo, attese apocalittiche della fine del mondo.
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Inserito da: delfabro | Aprile 9, 2008

Un nuovo modello di Sviluppo per il Friuli

Cari amici, riprendo qui un tema che mi è particolarmente caro, ovvero quello dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio. Come ben sappiamo, il Friuli è una terra ricca, che possiede una sua propria e forte identità. Ma, quando il patrimonio di risorse e persone viene mortificato da un apparato burocratico lento, pesante e opprimente; quando il conservatorismo imperante soffoca ogni moto di innovazione; quando gli attori del sistema socio-economico, cioè istituzioni, imprese, aziende di servizi, si sovrappongono e si pestano i piedi, perchè tutti vogliono fare tutto; allora, la nostra coscenza identitaria viene meno e le possibilità di crescere ed innovare svaniscono.

Serve una scossa. Serve quella che io chiamo una “Riforma delle Relazioni”, che consenta di riorganizzare i rapporti tra i soggetti coinvolti nello sviluppo del territorio e dell’identità dello stesso. Qui di seguito trovate la presentazione che ho fatto, dove presento questo modello.

L’idea di fondo è che lo sviluppo socio-economico del Friuli debba essere guidato dai soggetti pubblici e privati, ognuno secondo ruoli e competenze chiari e ben definiti. Voi che ne pensate?

Inserito da: delfabro | Aprile 5, 2008

La Voce del Popolo Friulano

Come vi ho detto fin dal primo giorno, l’obiettivo di questo blog non è semplicemente comunicare le mie idee, ma condividerle e invitarvi a discuterle assieme. A questo proposito, vi invito a scaricarvi e leggere “La Voce del Popolo Friulano”, che potete leggere e scaricare qui.

Questo rappresenta un sunto delle idee e dei progetti che vogliamo realizzare e sostenere per rilanciare il cuore pulsante del Friuli. Qui troverete i punti qualificanti del programma politico, i nostri valori, le idee sul Tocai e sulla soluzione del problema relativo al Tagliamento nonchè il progetto di ridare linfa all’autonomia della nsotra bella regione. Nei prossimi giorni, approfondirò i temi descritti qui sul blog, confidando di suscitare il vostro interesse e stimolare la vostra partecipazione. Nel frattempo… buona lettura!


Inserito da: delfabro | Aprile 4, 2008

Tocai, un nostro patrimonio

A proposito degli articoli precedenti sul Tocai, vi segnalo due video:

il primo mostra una accorata testimonianza di Bruno Pizzul, uno dei nostri più famosi conterranei, dove l’ex cronista della Nazionale dimostra come, in effetti, il Tocai è un patrimonio della nostra cultura e identità friulana. Condivido in pieno con Pizzul l’assurdità di vini che, prodotti in Sudafrica, Australia, Cile, si possono chiamare Tocai e noi invece no!

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Inserito da: delfabro | Aprile 4, 2008

Parlare in rete e condividere le idee è così difficile?

Leggendo su Internet qua e là, sono capitato sulla pagina del blog di Matteo Moro, giovane laureato in ifnormatica all’università di Udine, e ho letto il suo articolo sulla comunicazione politica online nel Friuli Venezia-Giulia. Vero è che non è uno scritto recentissimo, visto che come sappiamo, i candidati alla presidenza a livello regionale sono rimasti solo in due. Però, l’idea di fondo manifestata da Matteo resta validissima, e mostra ancora una volta come molti politici non cercano il contatto, non cercano di comunicare con la gente. Se Internet è il presente e il futuro, dobbiamo usarla con continuità. Soprattutto, rimango ancora meravigliato di come sia possibile entrare in contatto con le persone, mettere le idee, commentarle e discuterle assieme: quanto si può fare per ridurre lo scollamento tra il mondo politico e la realtà quotidiana!

E allora diamoci da fare! Aiutiamoci a chiarirci le idee!

(Ecco qui come promesso la seconda parte relativa al mio pensiero sulla vicenda che ha contrassegnato il nostro Tocai. La prima parte è qui).

Il can can sui media per la ricerca dei nomi, i ricorsi giudiziari, i convegni e i gemellaggi vari con gli ungheresi, che si sono permessi, con il Console d’Ungheria, di contribuire alla babele della nuova denominazione del Tocai, propinando Jacot – una parola di origine ebraica, che significa “che soppianta” -, una presa per il di dietro, il tutto non ha fatto altro che favorire gli interessi di chi aveva investito sul Tokaj d’oltralpe. Continua a leggere…

Come tanti friulani ho seguito l’odissea del nostro Tocai con un certo distacco, all’inizio perché ero fiducioso che le nostre istituzioni, in qualche modo, fossero capaci di riprendere il maltolto, poi, via via che mi rendevo conto della sproporzione delle forze in campo, accentuata da un progressivo scadimento del nostro sistema regione, ho maturato il convincimento che la battaglia finora condotta fosse perduta.

Basta leggere la pubblicazione de Il Vigneto Friuli dall’arrivo dei Romani alla “partenza” del Tocai, edita nel 2005 dal Ducato del Vini Friulani, a cura di Claudio Fabbro, per rendersi conto che il Calvario del Tocai non può trovare soluzione con i Tocai del Collio Goriziano e a suon di carte… bollate. Continua a leggere…

Inserito da: delfabro | Marzo 31, 2008

Benvenuti!

Benvenuti! Io sono Ugo Del Fabro, Perchè comunicare con voi con un blog? Potrebbe sebrare strano o inusuale, eppure ritengo che questo modo di comunicare possa aiutarci a capirci meglio. Cercavo un modo, uno sbocco per esporvi nel mio piccolo le mie idee e i miei progetti, ma non solo. Volevo anche un modo per sentire la vostra voce e le vostre reazioni, in modo da stabilire un contatto diciamo più diretto, più personale. Ecco perchè il blog: uno spazio dove poter aprire un dialogo con voi. Non un semplice giornale, dove il rapporto tra chi scrive e chi legge termina con la lettura dell’articolo, ma “qualcosa” che vada oltre a questo, che ci consenta di costruire un rapporto solido, che vada anche oltre alla semplice parola scritta.

Quindi, leggetemi e commentate pure, vi aspetto!

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